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Il Palazzo Patriarcale è uno di quei luoghi da non perdere assolutamente: di per sé l’edificio, che tra il XVII e il XVIII secolo ospitò i patriarchi di Aquileia, meriterebbe una visita. Poi le opere del Tiepolo che lo abbelliscono ne fanno una delle destinazioni più interessanti della città. All’artista veneziano, che giunse a Udine nel 1726 non ancora trentenne, fu commissionata l’esecuzione di una serie di affreschi che lo consacrarono nell’Olimpo degli artisti del tempo. Qui potrete ammirare alcuni dei suoi capolavori: sopra lo Scalone d’onore c’è la Caduta degli Angeli Ribelli (il primo che Tiepolo eseguì in città), ma vedrete anche il Giudizio di Salomone e altre famose scene della Genesi. Spostandovi tra le varie gallerie e le sale del palazzo, le vibrazioni prospettiche create dagli affreschi e la qualità delle opere esposte vi lasceranno a bocca aperta. Al primo piano del museo non perdetevi la sala delle sculture lignee, dove avrete un assaggio della millenaria arte dell’intaglio che caratterizza tutta la regione. Al secondo piano, invece, cercate la biblioteca: è del 1708 e custodisce più di 12.000 volumi d’epoca.

Durante la visita di Udine, specie se siete di passaggio, è probabile che l’inseguimento delle opere del Tiepolo occuperà gran parte del vostro tempo (e dei vostri pensieri). In fondo sarebbe davvero un peccato lasciare la città senza aver dato un’occhiata ai capolavori del grande artista veneziano che sono sparsi tra musei e palazzi. Giambattista Tiepolo (1697-1770) è considerato uno dei massimi esponenti dell’arte settecentesca italiana, definito dai suoi contemporanei ‘il vero mago della pittura’. È un artista da ammirare a testa in su, facendosi stregare dalla prospettiva delle sue opere, dagli sguardi dei suoi soggetti, dalle storie che rievoca con le sue pennellate. Giunto in città nel giugno 1726 per iniziare gli affreschi della Cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo (su commissione del patriarca Dioniso Dolfin), il Tiepolo vi restò fino al 1740. In questo periodo dipinse, sempre nel Duomo, la pala dei Santi patroni udinesi Ermacora e Fortunato, e una serie di scene di storia romana, che oggi sono ospitate nei musei di San Pietroburgo, New York e Vienna. Fece ritorno a Udine nel 1759, chiamato dal nuovo patriarca Daniele Dolfin. Assieme a uno dei suoi dieci figli, Giandomenico, cominciò le opere dell’Oratorio delle Purità (una delle perle dell’arte del capoluogo friulano) e dipinse tra le altre cose anche una bellissima pala per la Chiesa di Santa Chiara delle Benedettine di Cividale, che oggi però è custodita a Dresda. Se la magia del Tiepolo vi ha incantati e volete vedere davvero tutto ciò che l’artista ha lasciato in Friuli Venezia Giulia, potrete ammirare altre sue opere nel Museo di Arte Antica di Udine (nella Sala X dei Civici Musei sono esposte alcune sue tele) e nel bellissimo Salone del Parlamento, che conserva un affresco monocromo sulla parete meridionale (il Trionfo dei cristiani sui turchi dopo la battaglia di Lepanto). Infine, non dimenticate i 254 disegni della collezione del Museo Sartorio di Trieste.

 

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The Patriarchal Palace is one of those places not to be missed: the building that between the XVII and XVIII century housed the patriarchs of Aquileia deserves a visit. Moreover the works by Tiepolo that embellish the palace make it one of the most interesting destinations in the city. The Venetian artist, who arrived in Udine in 1726 not yet thirty years old, was commissioned to paint a series of frescoes that included him in the list of the artists of the time. Here you can admire some of his masterpieces: above the great staircase there is the Fall of the Angels Rebels (the first that Tiepolo painted in the city), but you can also see the Judgment of Solomon and other famous scenes of Genesis. Moving from one gallery or hall to the other the perspective created by the frescoes and the quality of the displayed works will leave you speechless. On the first floor of the museum, do not miss the hall of wooden sculptures, where you will get a tiny taste of the millenary carving art that characterizes the entire region. On the second floor, instead, look for the library: it is was built in 1708 and it holds more than 12,000 old books.

Visiting Udine, especially if you are driving through, it is likely that the pursuit of Tiepolo's works will take a large part of your time (and your thoughts). After all it would be a real shame to leave the city without having looked at the great Venetian artist masterpieces, scattered among museums and palaces. Giambattista Tiepolo (1697-1770) is considered one of the greatest exponents of Italian eighteenth-century art, defined by his contemporaries 'the true magician of painting'. You won’t stop looking up at his works, being bewitched by his work perspectives, by the looks of his subjects or by the stories he recalls through his brushstrokes. Arrived in the city in June 1726, in order to begin the frescoes of the Chapel of the Blessed Sacrament in the Cathedral (commissioned by the patriarch Dionysus Dolfin), Tiepolo remained here until 1740. In this period he painted the altar piece of the city’s patron saints Ermacora and Fortunato as well as a series of scenes of Roman history that are nowadays housed in the museums of St. Petersburg, New York and Vienna. He returned to Udine in 1759, called by the new patriarch Daniele Dolfin. Together with one of his ten children, Giandomenico, he began the works of the Oratory of the Purity (one of the pearls of the art of the city) and also painted a beautiful altar piece in the Church of Santa Chiara delle Benedettine di Cividale, but today it is kept in Dresden. If Tiepolo's magic has enchanted you and you really want to see everything the artist has left in Friuli Venezia Giulia, you can admire other works in the Museum of Ancient Art in Udine (some of his paintings are exhibited in Room X of the Civic Museums) and in the beautiful Parliament Hall, where a monochrome fresco is kept on the southern wall (the Triumph of Christians over the Turks after the Battle of Lepanto). Finally, do not forget the 254 drawings of the collection of the Sartorius Museum in Trieste.